Il Messaggero sulle critiche Uil sulla politica industriale regionale

La Uil: «Manca una politica industriale» Lolli: «Vincente la strategia Fabbrica 4.0»

UIL Abruzzo
23/10/2016
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INDUSTRIA 4.0

IL MESSAGGERO (23 ottobre 2016)

La Uil: «Manca una politica industriale» Lolli: «Vincente la strategia Fabbrica 4.0»

L'ECONOMIA

PESCARA Sulla politica industriale non ci siamo, dicono i sindacati. Alla Regione si chiede un deciso cambio di passo su molti punti, che è la Uil Abruzzo a mettere in fila partendo dalla mancata adesione al piano nazionale di Industria 4.0 e Casa Italia. Una inadempienza ritenuta il primo errore da recuperare. Industria 4.0 è un processo figlio della quarta rivoluzione industriale che mira alla produzione del tutto automatizzata e connessa. Molti i vantaggi per le imprese ma con una insidia nascosta secondo il World Economic Forum: la perdita di 5 milioni di posti di lavoro. Per la Uil la sottovalutazione del lavoro comune delle altre regioni per Industria 0.4 è stata clamorosa, in considerazione dei temi trattati, il ruolo che giocano in questo campo l'automotive e la componentistica, l'aerospazio, l'agroalimentare, «settori dove l'Abruzzo, una delle regioni più industrializzate d'Europa, ha molto da dire».

Ma il sindacato affonda anche su altri temi. Chiede, tra l'altro, l'uscita dei primi bandi Fesr e Fse, a partire da quelli destinati alla ricerca e alla sviluppo delle aree di crisi. Una riprogrammazione del Masterplan e dei fondi Fsc a favore della politica industriale e della messa in sicurezza del territorio. Un maggiore impulso al Consiglio regionale per la Ricerca e lo sviluppo. L'individuazione di infrastrutture, materiali e immateriali, per gli altri settori strategici individuati come Domini S3, tra cui l'automotive, l'agroalimentare, il chimico-farmaceutico, l'Ict, il Made in Italy. Non ultima, l'eliminazione delle tasse aggiuntive (Irpef e Irap) utilizzate per ripianare il debito della sanità.

LA REPLICA

Sul documento Uil si fa sentire il vicepresidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, partendo dalla vicenda di Industria 4.0, per spiegare perché l'Abruzzo ha adottato un'altra strategia: «Una impostazione per settori che individua in cinque Domini (Scienze della vita, Automotive, Moda-Design, Agrifood, Ict-Elettronica Spazio). Altre Regioni, invece - sottolinea Lolli - hanno scelto tematiche più orizzontali come l'industria Creativa o la Fabbrica 4.0. Otto Regioni che hanno scelto questa modalità si sono costituite in cluster nazionali (di cui anche noi facciamo parte essendo l'Abruzzo capofila del Cluster dei Trasporti). Altre, come noi, hanno fatto la scelta basa sui Domini». Una specificità segnalata al governo in sede di Conferenza Stato-Regioni di cui i sindacati sarebbero stati ampiamente informati: «La Uil sa bene- osserva ancora Lolli- che per l'Industria sostenibile siamo stati riconosciuti dal Ministero come una delle migliori pratiche nazionali». Sulle aree di crisi si sottolinea che il decreto del governo è stato emanato solo 8 giorni fa, con il mandato alle Regioni di approvare entro un mese la zonizzazione. La delibera, assicura Lolli, sarà approvata nella prossima riunione di giunta. Quanto ai bandi europei, a fine ottobre - è la promessa - uscirà quello da 15 milioni sulla ricerca e i grandi progetti di innovazione.

Saverio Occhiuto

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